Laboratorio Pasta Fresca

Zia Paolina e Tiziana ogni mattina preparano la pasta fresca per la cena dei loro clienti. 

Ravioli Dolci, Puligioni

La tradizione vuole che questo tipo di ravioli fosse di largo consumo presso le famiglie degli stazzi galluresi principalmente nel periodo primaverile, vuoi per l'abbondanza di latte e quindi di ricotta. L'aspetto finale dei puligioni è quello di un disco di circa 6-7 cm. di diametro  rigonfio nella parte centrale (il ripieno di ricotta) chiuso da una sottile sfoglia di pasta fresca appiattita ai Iati per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura.

Gli  ingredienti sono: farina di grano duro ("Trigu saldu o ruiu", oppure in alternativa Trigu triminìa, sempre grano duro ma leggermente più piccolo) sale ed acqua molto calda per la pasta.

Per il ripieno si utilizza ricotta fresca,  prezzemolo sale e zucchero e scorza di limone nella ricetta più tradizionale.
 

Gnocchi, Chiusoni 

Per i chiusoni viene utilizzata la tipica farina di grano duro “Trigu saldu o ruiu” e l’abbondante uso di acqua bollente e salata. Durante la fase lavorativa si dispone la farina “a fontana” vale a dire a forma conica bucata, si versa l’acqua bollente e salata, quindi si procede alla fase della impastatura. Occorre parecchio lavoro interamente fatto a mano per far sì che la consistenza dell’impasto arrivi a formare dei cilindri lunghi dai quali si ricavano dei piccoli pezzetti della lunghezza definitiva di circa 3-4 cm. I dadini così ottenuti si sfregano contro un canestro o una grattugia apposita che con la sua superficie ruvida ne conferisce una uguale al prodotto. Tale procedimento viene ovviamente eseguito ad uno ad uno, lavoro piuttosto minuzioso.

Colbula con  pasta fresca 

Colbula con gnocchi, ravioli, tagliatelle, seadas e ricottelle. Nell'ambiente agropastorale della Sardegna le case di pastori, contadini e artigiani risultavano scarne di mobilio ma assai ricche di cestini, (Colbuli) polifunzionali e quindi adattabili a diversi contesti. Nei tempi antichi risulta che la stessa colbula che veniva usato sul retro per la preparazione degli gnocchi e inoltre servisse, opportunamente lavato, alla loro conservazione per la fase di essiccazione.

Pane pastadura.

Tipico pane decorato, di semola di grano duro prodotto in Sardegna conosciuto anche col nome di su scetti o pasta dura.
È un tipo di pane pregiato che in passato si preparava per le grandi ricorrenze, matrimoni e la Pasqua .Ancora oggi questo pane  non manca mai nelle feste più importanti e nelle cerimonie. 
In passato veniva preparato solo per le classi più agiate. Sua caratteristica peculiare è la crosta croccante e di colore lievemente dorato, la mollica assai compatta e bianca.

La Suppa Cuata o Zuppa Gallurese

L’origine della zuppa gallurese è avvolta nel mistero.  Il termine suppa viene dalle  zuppe medievali importate in Sardegna durante la dominazione aragonese dell’isola avvennuta dalla  fine del 1200 agli inizi del 1500. La suppa cuata  è una sorta di lasagna formata da fette di pane stratificate e ammorbidite con il brodo, per questo è chiamata"nascosta" perché non ha affatto l'aspetto di una zuppa tradizionale, è davvero nascosta sotto uno spesso strato di formaggio che la cottura rende croccante e dorato.

La suppa cuata viene da una cucina povera e rustica fatta da umili ingredienti come pane, formaggio e brodo che perp' rappresenta  un piatto imperiale e fondamentale nelle cerimonie galluresi.
Il segreto della suppa cuata di Zia Paolina? Un brodo  davvero saporito

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